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24 nov. 1947, my 

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Sagittario

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ENIO ANTONIO


Sono nato a Chieti il 24 novembre 1947 alle ore 10 a.m. sotto il segno del sagittario

 

Il Sagittario si colloca nel tardo autunno e sfiora il solstizio d’inverno. E’ una superba costellazione, in piena Via Lattea che ricorda uno dei più interessanti personaggi mitologici. Il Centauro che scocca la sua freccia nel cielo è Chirone il saggio. I Centauri erano i fieri abitatori dei boschi, con la parte inferiore del corpo di cavallo con zampe, zoccoli e coda e la parte superiore umana. Chirone abitava in una grotta sul monte Pelo, ma abbandonò la vita selvaggia e fu istruito da Apollo e Artemide. Divenne celebre, oltre che per il tiro con l’arco, per la ginnastica e l’arte della medicina. Fu infatti il maestro di Asclepio, il dio della salute e di molti eroi come Giasone, Achille, Diomede. Quando Ercole combatté contro i Centauri, una freccia avvelenata dell’eroe colpì sfortunatamente Chirone. Tale era il dolore che il centauro rinunciò alla propria immortalità in favore di Prometeo. Alla sua morte Giove lo trasformò nella costellazione del Sagittario. Nella medicina tradizionale il segno governa le patologie della carne quindi dei muscoli e dell’intera complessione corporea, in modo speciale delle gambe. Il maestro del segno è il pianeta Giove che con il saggio Chirone induce soprattutto ad una medicina preventiva legata alla cura del corpo. Presiede alle disfunzioni come l’obesità o l’eccessiva magrezza e suggerisce in particolar modo l’attività ginnica. Il mondo greco aveva in grandissima considerazione la ginnastica già praticata dai cretesi e potenziata nel periodo dorico. L’attività fisica consisteva in una serie ordinata di esercizi muscolari volti a sviluppare le membra e a dare agilità e forza al corpo. La ginnastica, ritenuta fondamentale per l’igiene generale, si svolgeva nei ginnasi che all’inizio erano degli spiazzi recintati all’interno di boschetti sacri. Successivamente si costruirono delle palestre che, dopo le guerre persiane divennero luoghi di educazione spirituale oltre che fisica e frequentemente luogo di ritrovo cittadino. Avevano i nomi prestigiosi di Liceo e Accademia. Durante il giorno si praticavano gli esercizi, e al tramonto si tenevano banchetti, feste, rappresentazioni teatrali, le­zioni, conferenze. In alcuni ginnasi vi erano le tombe di eroi illustri. L’ingresso era libero a tutti, anche alle donne e ai servi. Lo stesso Aristotele, che si riteneva più medico che filosofo, teneva le sue lezioni nel Liceo, presso le palestre. Po­tremmo dire che il ginnasio e le palestre per la cura del corpo divennero il simbolo della grecità. Oggi sembra che solo lo yoga, attribuito ad un mitico oriente, abbia scoperto e potenziato la ginnastica come terapia, mentre i filosofi greci furono i difensori di quella prassi che i romani esprimevano nel detto "mens sana in corpore sano". Il Sagittario veglia così sulle pratiche terapeutiche della ginnastica, soprattutto a corpo libero, praticata senza troppi impacci di vestiti, tuniche o tute, anzi possibilmente nudi, senza spese eccessive in quanto basta una stuoia e la voglia di eseguire flessioni, saltelli, piegamenti e movimenti ritmici. Il podismo e la corsa vanno altresì praticati come propedeutici ad ogni gara atletica. I Romani dell’età imperiale inserirono le palestre nelle Terme, unendo alle fatiche degli esercizi fisici il piacere del nuoto nelle piscine riscaldate. Già  nell'anno Mille, passata la furia delle invasioni e delle guerre, si recuperò lo spazio sociale delle palestre, delle terme e dei ginnasi che in età moderna indicarono in generale le scuole degli adolescenti dopo le elementari. La ginnastica, il movimento, il nuoto e la dieta sono suggeriti dal Sagittario nei casi di obesità. Disfunzione purtroppo in aumento nel mondo contemporaneo, la grassezza eccessiva deriva in parte dalla vita sedentaria che si conduce, cosa assai disdicevole per il Centauro dei cieli che esorta al moto e all'esercizio fisico. In un mondo che ancora si faceva guidare dalle stelle, la tendenza alla bulimia era condannata come danno non solo personale, ma sociale. L’eccesso nel mangiare sottraeva agli altri il cibo ed era considerato una grave colpa. L’intera comunità vegliava severamente su chi, come il bulimico si ingozzava da solo: il cibo doveva essere spartito, distribuito secondo i bisogni della famiglia estesa. Il detto popolare « chi mangia da solo si strozza » deriva dalla forza e dalla potenza della tradizione che faceva del pasto sempre una cerimonia, ma collettiva nella quale le razioni  derivavano da una razionale divisione del cibo. Durante i pasti anche l’anima veniva nutrita da bei discorsi, da racconti creativi, o da storie divertenti. I filosofi discutevano a cena, come nel famoso Simposio di Platone: Socrate diceva che mangiare senza amici non è magiare. Gli orari dei pasti erano anch’essi rigorosi, cosa che ora l’igiene sta riscoprendo faticosamente. Il Sagittario esprime anche fisicamente la sottomissione che la forma superiore umana esercita sull’animalità della parte inferiore, quindi sulla smodata voracità, senza orari né limiti. Allo stesso modo l’inappetenza; che può portare alla pericolosa, anoressia, era vista come pericolo, in quanto proponeva un corpo  troppo magro e lontano dall’ideale della bellezza greca. Gli dei erano dotati di un corpo sinuoso e plastico.  Venere era bella rotonda e Giove è imponente nella sua muscolatura di maschio adulto. Il corpo doveva essere equilibrato, armonico e il pianeta Giove, maestro del Sagittario era il vero ispiratore di «gioviale» appetito. L’inappetenza, già nell’antichità collegata alle problematiche dell’adolescenza femminile, veniva curata con cibi appropriati: zuppe di cereali a base di latte, formaggi freschi o stagionati, miele, uva e fichi secchi, dolci di ogni tipo, aromatizzati e speziati perché fossero gradevoli. La grande saggezza del Centuaro proponeva per gli obesi una dieta ricca di verdure, frutta, carne, pesce e tisane a volontà. Per dimagrire le stelle consigliano di mangiare tre volte a settimana solo indivia cotta senza sale e condita con aceto. Giovano infusi e decotti da prendere la sera, spesso al posto del cibo. Si faccia bollire salvia, limone e camomilla per dieci minuti e si beva il decotto tiepido. Oppure si possono far bollire malva, salvia e una manciata di «denti di leone» (Taraxum Officialis). Carote crude grattate e condite con limone al posto del pasto.... Infine giova anche un elisir, liquore ottenuto dalla macerazione a freddo nell’alcool puro del Fucus Vesiculosus, successivamente diluito. Per non sbagliare, meglio comprare l’elisir a Vallombrosa... Per l’inappetenza il Sagittario raccomanda un infuso di radici di genziana e ruta. Oppure tagliuzzare finemente un pugno di rosmarino e metterlo nel vino bianco buono.

Tappare la bottiglia, conservarla al buio per due giorni e poi berne mezzo bicchiere prima dei pasti: è un ottimo aperitivo.


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